Bando Imprese Storiche 2026

Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia hanno attivato il bando “Imprese Storiche verso il Futuro 2026”, una misura pensata per sostenere le imprese storiche lombarde che vogliono innovare, riqualificare i propri spazi, conservare il proprio patrimonio e migliorare il rapporto con i clienti attraverso strumenti digitali.

Se la tua impresa è iscritta nell’elenco regionale delle attività storiche e di tradizione della Lombardia, questo è il momento giusto per valutare un investimento concreto nella tua crescita.

Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia hanno attivato il bando Imprese Storiche verso il Futuro 2026, una misura pensata per sostenere le imprese storiche lombarde che vogliono innovare, riqualificare i propri spazi, conservare il proprio patrimonio e migliorare il rapporto con i clienti attraverso strumenti digitali.

Il bando prevede un contributo a fondo perduto fino a 30.000€ per impresa, pari al massimo al 50% delle spese ammissibili, con un investimento minimo di 5.000€ al netto IVA. Le domande possono essere presentate dalle ore 11:00 del 12 maggio 2026 fino alle ore 16:00 del 16 giugno 2026, esclusivamente tramite la piattaforma Restart di InfoCamere.

La parte più interessante, per molte imprese storiche, è che tra le spese finanziabili rientrano anche interventi legati alla digitalizzazione: e-commerce, soluzioni omnicanale, sistemi gestionali, strumenti per migliorare l’esperienza del cliente, software e tecnologie utili a integrare tradizione e innovazione.

In questo articolo vediamo chi può partecipare, quali spese sono ammesse, quali errori evitare e come trasformare il contributo in un progetto digitale realmente utile per la tua attività.

Cos’è il bando Imprese Storiche verso il Futuro 2026

Il bando nasce per sostenere le attività storiche e di tradizione riconosciute da Regione Lombardia. L’obiettivo non è semplicemente “dare un contributo”, ma aiutare le imprese storiche a rimanere competitive, conservando il proprio valore identitario e adattandosi ai nuovi comportamenti d’acquisto.

Oggi una bottega storica, un negozio di quartiere, un laboratorio artigiano o un’attività di somministrazione non competono più solo con le attività vicine. Competono con l’e-commerce, con la comunicazione digitale, con i marketplace, con le recensioni online e con clienti sempre più abituati a informarsi prima di acquistare.

Per questo il bando finanzia interventi che possono riguardare sia la parte fisica dell’attività, come arredi, insegne, vetrine, impianti e restauro, sia la parte digitale, come siti web, e-commerce, sistemi back-end, gestionali, connettività e soluzioni omnicanale.

Quanto puoi ottenere con il bando

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al massimo al 50% delle spese ammissibili, calcolate al netto IVA.

  • Contributo massimo: 30.000€ per impresa
  • Copertura: fino al 50% delle spese ammissibili
  • Investimento minimo: 5.000€ al netto IVA
  • Tipologia: contributo a fondo perduto
  • Regime: de minimis
  • Presentazione domande: dal 12 maggio 2026 al 16 giugno 2026

Questo significa che, per ottenere il contributo massimo di 30.000€, l’impresa deve presentare un progetto con spese ammissibili almeno pari a 60.000€ al netto IVA.

Chi può partecipare: la checklist dei requisiti

Il bando è rivolto alle imprese iscritte nell’elenco regionale delle attività storiche e di tradizione della Lombardia e non beneficiarie del contributo relativo al bando 2025.

In linea generale, per partecipare è necessario rispettare questi requisiti:

  • Essere iscritti nell’elenco regionale delle attività storiche e di tradizione.
  • Essere un’impresa attiva e iscritta al Registro Imprese di una Camera di Commercio lombarda.
  • Avere sede operativa o unità locale oggetto dell’intervento in Lombardia.
  • Essere in regola con il pagamento del diritto camerale annuale.
  • Essere in regola con il DURC.
  • Non trovarsi in stato di liquidazione, fallimento, concordato preventivo o procedure equivalenti.
  • Non aver già ricevuto contributi sul bando “Imprese Storiche verso il Futuro 2025”.
  • Essere in regola con gli altri obblighi previsti dal bando, incluse le disposizioni relative alle coperture assicurative obbligatorie, se applicabili.

Attenzione: se la tua attività ha cambiato sede, denominazione o altri dati collegati al riconoscimento regionale, è importante verificare che le informazioni siano aggiornate prima di presentare la domanda. Eventuali difformità possono creare problemi in fase di istruttoria.

Quali spese sono ammesse

Il bando finanzia spese in conto capitale, cioè investimenti strutturali e non semplici costi di gestione ordinaria.

Interventi sull’unità locale

Tra le spese ammissibili rientrano interventi legati alla riqualificazione e alla valorizzazione dell’attività storica, come:

  • allestimenti, arredi e attrezzature;
  • interventi di riqualificazione degli spazi;
  • impianti elettrici, termici, idrici, di sicurezza, domotica e robotica;
  • interventi di efficientamento energetico;
  • restauro di insegne, vetrine, decori, arredi, attrezzature e macchinari legati alla storia dell’attività;
  • opere murarie e interventi necessari alla conservazione o al miglioramento dell’unità locale.

Interventi digitali

La digitalizzazione è una delle aree più interessanti del bando. Per molte imprese storiche, infatti, il contributo può diventare l’occasione per costruire finalmente una presenza digitale solida, moderna e coerente con la propria identità.

Tra gli interventi digitali potenzialmente ammissibili rientrano:

  • siti web aziendali progettati per raccontare la storia dell’attività e generare contatti;
  • e-commerce per vendere online prodotti o servizi;
  • moduli e-commerce e soluzioni per la vendita digitale;
  • software gestionali, CRM, ERP e sistemi back-end;
  • soluzioni omnicanale per integrare negozio fisico, sito web, social, newsletter e customer care;
  • strumenti digitali per migliorare l’esperienza del cliente nel punto vendita;
  • connettività dedicata e soluzioni di rete;
  • tecnologie digitali utili a integrare il saper fare tradizionale con processi produttivi più moderni.

In altre parole, il bando può aiutarti a trasformare la tua attività storica in un’impresa più accessibile, più visibile e più competitiva, senza snaturarne l’identità.

Quali spese non sono ammesse

Uno degli errori più frequenti nei bandi è inserire spese che sembrano utili, ma che non rientrano tra quelle ammissibili. Questo può causare tagli al contributo o, nei casi peggiori, problemi in fase di rendicontazione.

In generale, non sono ammesse spese come:

  • manutenzione ordinaria;
  • utenze, affitti e costi di gestione corrente;
  • materiali di consumo, cancelleria e scorte;
  • veicoli;
  • smartphone e tablet;
  • leasing, finanziamenti e contratti assimilabili;
  • spese di personale;
  • consulenze generiche;
  • spese per la gestione della domanda di contributo;
  • spese in autofatturazione o tra soggetti collegati, salvo diverse indicazioni specifiche del bando.

Nota importante: prima di sostenere qualsiasi spesa è sempre opportuno verificare il bando ufficiale e confrontarsi con il proprio consulente, commercialista o soggetto incaricato della presentazione della domanda.

Perché il digitale può fare la differenza nel punteggio del progetto

Un progetto digitale non deve essere pensato come una semplice spesa da inserire nel bando. Deve essere raccontato come un investimento strategico per il futuro dell’impresa. Un sito web, un e-commerce o un gestionale hanno senso solo se sono collegati a obiettivi concreti:

  • aumentare la visibilità online dell’attività;
  • raggiungere nuovi clienti fuori dal territorio immediato;
  • migliorare l’esperienza d’acquisto;
  • semplificare la gestione interna;
  • valorizzare la storia e l’identità dell’impresa;
  • favorire il passaggio generazionale;
  • rendere l’attività più competitiva nel medio periodo.

Un progetto digitale ben costruito non dice semplicemente “realizziamo un sito”. Dice: “usiamo il digitale per rendere questa attività storica più accessibile, più efficiente e più forte sul mercato”.

Esempi di progetti digitali finanziabili

Ogni impresa ha esigenze diverse, ma alcuni esempi concreti possono aiutare a capire meglio le opportunità.

Negozio storico di prodotti alimentari

Un’attività alimentare storica può utilizzare il bando per creare un e-commerce, digitalizzare il catalogo prodotti, integrare pagamenti online, attivare una newsletter e costruire una strategia SEO locale e nazionale.

Bottega artigiana

Un laboratorio artigiano può investire in un sito web narrativo, un configuratore di prodotto, un CRM per gestire richieste e preventivi, contenuti fotografici professionali e strumenti digitali per valorizzare il processo produttivo.

Locale storico

Un ristorante, bar o attività di somministrazione storica può lavorare su prenotazioni online, menù digitale, gestione recensioni, storytelling del locale, campagne locali e strumenti per fidelizzare la clientela.

Attività commerciale con passaggio generazionale

Un’impresa che sta affrontando un cambio generazionale può usare il bando per aggiornare identità visiva, sito web, gestionale, comunicazione digitale e strumenti di vendita, mantenendo però il legame con la storia familiare.

Come può aiutarti Dacuna Studio

Dacuna Studio è un’agenzia di comunicazione e marketing con sede a Brescia. Aiutiamo imprese, PMI e attività del territorio a sviluppare progetti digitali concreti: siti web, e-commerce, SEO, identità visiva, contenuti, strategie social e sistemi digitali per migliorare vendite e comunicazione.

Per il bando Imprese Storiche verso il Futuro 2026 possiamo affiancarti nella parte più importante per noi: la progettazione e realizzazione dell’investimento digitale.

In particolare possiamo aiutarti a:

  • analizzare la situazione attuale della tua attività;
  • individuare gli interventi digitali più coerenti con il bando;
  • costruire un progetto digitale chiaro, concreto e sostenibile;
  • preparare una proposta tecnica coerente con gli obiettivi del contributo;
  • realizzare sito web, e-commerce, sistemi digitali e strumenti di comunicazione;
  • supportare la raccolta della documentazione tecnica utile alla rendicontazione.

Non sostituiamo il commercialista o il consulente bandi nella presentazione amministrativa della domanda. Il nostro ruolo è diverso: ti aiutiamo a costruire la parte digitale del progetto, evitando interventi improvvisati e trasformando il contributo in un investimento realmente utile.

Conclusione

Il bando Imprese Storiche verso il Futuro 2026 è un’opportunità concreta per le attività lombarde che vogliono innovare senza perdere la propria identità.

Per molte imprese storiche, il digitale non deve essere visto come qualcosa che sostituisce la tradizione. Al contrario, può diventare lo strumento per raccontarla meglio, proteggerla e portarla verso nuovi clienti.

Se la tua attività è iscritta nell’elenco regionale e stai valutando un investimento in sito web, e-commerce, gestionale, comunicazione digitale o soluzioni omnicanale, questo è il momento di muoverti.

Le domande chiudono il 16 giugno 2026 alle ore 16:00.

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